in foto: Francesco Gabbani all'Eurovision 2017 (LaPresse)

Mancano due giorni all'esibizione di Francesco Gabbani nella finale dell'Eurovision Song Contest, dove porterà, come noto, una versione leggermente modificata di "Occidentali's Karma", la canzone che gli ha permesso id aggiudicarsi l'ultimo Festival di Sanremo, e in questi ultimi mesi lo ha portato alla ribalta internazionale, di cui in questi giorni sta raccogliendo i frutti, con il pubblico europeo impazzito per la canzone e il balletto molto noto in patria. Gabbani parte come favorito, anche se lui preferisce non pensarci "anche perché vengo da un'esperienza diretta in cui si sono ribaltati i pronostici, parlo di Sanremo, dove la favorita era Fiorella Mannoia", eppure non nasconde il piacere per l'interesse dei media stranieri, soprattutto quelli inglesi. In molti sperano nella sua vittoria per potere venire in Italia l'anno prossimo, ma Gabbani ha anche parlato dell'importanza della canzone sanremese per la sua vita artistica e della difficoltà di tornare a fare quei numeri, ma anche di come la sua esperienza di molti anni gli stia permettendo di gestire meglio questo successo (quasi) improvviso. L'appuntamento è per sabato sera su Rai 1.

Ciao Francesco, cominciamo dalla preparazione di questi giorni…

Guarda, un vero e proprio metodo di preparazione non c'è, anche perché c'è stato tutto questo interesse già quando ero in Italia e anche a Kiev passo le mie giornate a rilasciare interviste per tutti i media internazionali. La preparazione in sé e per sé per la performance è più legata al momento in cui c'è il soundcheck e a quello prima di salire sul palco, anche perché tolto un perfezionamento da un punto di vista di regia che abbiamo curato nelle prove anche con gli addetti della Rai che stanno seguendo l'Eurovision, in realtà la performance è molto simile a quella sanremese, non ho dovuto sperimentare cose nuove.

Sei arrivato tantissimo agli stranieri, le immagini di questi giorni sono eloquenti. Immagino che questa accoglienza ti abbia stupito o no?

Mi stupisce molto e sto cercando di analizzarne il motivo e non lo capisco, soprattutto perché sappiamo che il brano è in italiano, quindi non c'è neanche una traduzione in inglese così da arrivare a tutti, però piace. Probabilmente ci colgono un sound internazionale, sommata alla freschezza della melodia e al fatto che mi pongo in maniera solare e divertente. Anche se in realtà ho notato, tra i vari media con cui mi sto interfacciando, una curiosità nel capire meglio il significato e mi ha stupito molto che parte di questa curiosità arrivi dai media inglesi visto che la musica inglese è un po' la culla della musica moderna, rock, pop, e normalmente le tendenze le lancia, quindi questo interessamento vale doppio.

Quali sono i Paesi in cui hai sentito più interesse?

Guarda, ti ho detto l'Inghilterra perché mi stupisce l'interesse, ma è abbastanza diffuso, forse però è più forte in Paesi come la Germania, la Spagna, e anche in quelli nordici.

Qual è la cosa più bella che ti hanno detto in questi giorni i tuoi colleghi?

Guarda sono tante cose belle, la cosa che mi stupisce di più è quando mi dicono: ‘Mi raccomando che l'anno prossimo vogliamo venire a Roma', sperano tutti che vinciamo noi per venire in Italia.

Forse prima di te, in questi ultimi anni, solo Il Volo partiva favorito, anche grazie al genere che fanno in cui la lingua penalizza ma fino a un certo punto, partire favoriti è un bel peso, anche perché la vittoria manca da 27 anni…

Sì, però io cerco di non dargli molto peso a questa cosa del pronostico, lo faccio anche per una sorta di protezione personale, di autodifesa, perché non mi va, mentalmente, di mettermi su questa idea, però vedremo anche perché vengo da un'esperienza diretta in cui si sono ribaltati i pronostici, parlo di Sanremo, dove la favorita era Fiorella Mannoia, quindi la prendo un po' così, alla leggera.

Il video di "Tra le granite e le granate", tuo nuovo singolo, ha raggiunto un milione di views in due giorni, intanto, non male come partenza…

Sono contento, mi auguro che possa continuare ad avere una vita buona e che le persone possano cogliere il significato vero che ha senza fermarsi all'aspetto diciamo estivo, di divertimento.

Sì, anche perché è una finta canzone estiva, leggendo il testo…

Esatto, spero che questa cosa sia colta anche in questo brano come speravo si facesse anche per "Occidentali's Karma".

Tra l'altro non deve essere facile, dopo il successo, però a questo punto credo che si possa dire che benché "Amen" sia stato un pezzo importante, è "Occidentali's Karma" ad averti cambiato la vita artistica.

Sì, sicuramente è così, "Amen" ha dato il la a questo percorso di gratificazione che però fortunatamente continua a non stupirmi più di tanto, anche perché credo che ci sia ancora tutto da fare. "Occidentali's Karma" è stata una sorta di congiunzione astrale, di somma di circostanze che hanno fatto sì che questo brano prendesse il volo da solo. Infatti non mi aspetto di riuscire a fare quei numeri con altri singoli, cioè me lo auguro ma credo che sia complesso.

Comunque possiamo anche dire che si è poggiato su spalle larghe: hai un'esperienza tale per cui gestirla non è semplice, ma forse a te viene un poco meglio rispetto a chi esplode a 17 anni, improvvisamente.

Ah, certo, diciamo che questo successo è arrivato in maniera inaspettata, però mi ha trovato preparato, posso dirlo, probabilmente la mia esperienza passata mi dà la possibilità di vivere quello che sto vivendo in maniera pronta, senza accusare più di tanto il colpo. Anche se, devo essere sincero, umanamente parlando, comincio ad avvertire un po' di stanchezza, dopo il Festival non mi sono fermato un attimo e non mi fermerò.