in foto: Walter Becker (Getty Images)

Il chitarrista e co-fondatore degli Steely Dan Walter Becker è morto oggi a 67 anni. La notizia è stata data sul loro sito ufficiale e confermata anche da un lungo post di Donald Fagen, l'altro fondatore, in cui ricordava l'amico. Becker aveva saltato gli ultimi concerti della band a luglio a causa di problemi di salute, come aveva spiegato Fagen senza dare molte informazioni e l'ultima performance con la band era stata ad aprile.

La fondazione degli Steely Dan.

Becker fondò gli Steely Dan con Fagen nel 1972, divenendo una delle band più acclamate sia dal pubblico che dalla critica grazie al loro mix di rock, jazz (a Rolling Stones dichiarò: "Noi suoniamo Rock & Roll, ma con un certo swing. E vogliamo quel flow ininterrotto, quella luce e quello slancio in avanti del jazz") che nei primi dieci anni di vita li portò a produrre 6 album che entrarono nella Top 20 delle classifiche americane, compreso quello che è considerato il loro capolavoro, ovvero "Aja" del 1977 e brani come "Rikki Don't Lose that Number", "Deacon Blues", "Kid Charlemagne", "Hey Nineteen" e “My Old School.

Scioglimento, reunion e Rock & Roll Hall Of Fame.

La band si sciolse proprio nel 1981, con Becker che scelse di darsi alla produzione, ma il successo della band portò i due fondatori a riunirsi nel 1993, inizialmente solo per i tour, finché nel 2000 pubblicarono l'album del ritorno "Two Against Nature" che si aggiudicò 4 Grammy Awards, portandoli, l'anno dopo, ad essere inclusi nella Rock & Roll Hall Of Fame. Becker, però, è anche autore di due album solisti: "11 Tracks Of Whack" del 1994 e "Circus Money" del 2008.

Il messaggio di Donald Fagen.

Subito dopo la morte Donald Fagen ha pubblicato un messaggio, spiegando l'importanza dell'amico nella sua vita: "Walter Becker era un mio amico, il compagno di scrittura e il mio compagno di band fin da quando ci incontrammo al Bard College nel 1967. Abbiamo cominciato a scrivere piccole melodie bizzarre in una piccola stanza (…). Amavamo tantissime cose: il jazz dai 20 alla metà dei 60,  W.C. Fields, i fratelli Marx, la fantascienza, Nabokov, Kurt Vonnegut, Thomas Berger e i film di Robert Altman, ma anche la musica soul e il blues di Chicago. Walter ebbe un'infanzia complessa, ma vi risparmio i dettagli. Fortunatamente era simpatico, un eccellente chitarrista e un grande autore, cinico riguardo la natura umana, compresa la sua, e istericamente divertente (…). Le sue dipendenze si presero il meglio di lui alla fine degli anni 70 e ci perdemmo di vista, ma negli anni 80, mentre stavo creando il progetto NY Rock and Soul Review con Libby (la cantautrice Libby Titus, moglie di Fagen, ndr) abbiamo cominciato a frequentarci di nuovo, ridando vita al progetto degli Steely Dan e sviluppando un'altra grande band. La mia intenzione è quella di tenere assieme la musica che abbiamo creato quanto più a lungo possibile con la band.

Il ricordo dei colleghi.

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