in foto: Larry Coryell & Hot Club Pacific, Djangofest Northwest Sept. 22, 2007 (via Flickr/ultomatt)

Gli ultimi concerti Larry Coryell li aveva fatti solo pochi giorni fa, il weekend scorso, infatti, aveva suonato due volte al Iridium Jazz Club di New York. Poche ore fa, però, il manager del "Padrino della fusion", come era chiamato da anni, ha confermato che il chitarrista è morto nel sonno domenica scorsa, a 73 anni, nella sua stanza d'albergo di New York "per cause naturali" come ha scritto a Billboard. Coryell è uno di quei nomi che forse dicono poco al grande pubblico ma che ha influenzato e non poco la musica che conta e il soprannome che si è conquistato non era causale, essendo un vero e proprio pioniere del jazz-rock, con una sessantina di album alle spalle, per un lavoro solista enorme.

Oltre a questi album, però, Coryell può vantare la collaborazione con la band The Eleventh House oltre a quella con alcuni dei nomi più importanti della Storia del jazz: nomi del calibro di Miles Davis, Gary Burton, Alphonse Mouzon, Ron Carter e Chet Baker. Nato il 2 aprile del 1943 in Texas, il chitarrista cominciò a studiare il piano a 4 anni prima di cominciare a prendere in mano la chitarra e darsi al rock, sebbene i risultati a suo parere fossero talmente scarsi da tentare la strada del giornalismo, continuando a studiare in maniera privata.

Il trasferimento a New York cambiò le cose, Coryell studiò chitarra classica e si lasciò influenzare sia da musicisti come Chet Atkins e Chuck Berry, dal jazz e anche dalla musica di Betles e Bob Dylan, tra gli altro, esordendo nell'album " The Dealer" del batterista Chico Hamilton. Nel 1966 formò i The Free Spirits, band psichedelica in cui componeva, cantava e suonava il sitar, mentre per i primi album solisti dovette aspettare pochi anni quando pubblicò "Lady Coryell" e "Coryell", esempio della sua idea di fusion. "Spaces", il suo album più apprezzato uscì verso la fine del 1969, vi suonò anche il chitarrista John McLaughlin e segnò una pietra miliare del movimento fusion.