Il settimanale "Chi" intervista Conrad Murray, il medico condannato a 4 anni di carcere per l'omicidio colposo di Michael Jackson, morto 4 anni fa a causa di un cocktail di farmaci (letale fu una dose di Propofol). Tornato in libertà dopo aver scontato metà della pena, il medico racconta la sua versione al settimanale diretto da Alfonso Signorini

Hanno voluto che fossi io il capro espiatorio per la morte di Michael Jackson. Nei giorni precedenti alla sua scomparsa Michael ballava sei ore al giorno e non si alimentava. Era un uomo di 50 anni in uno stato di spossatezza estrema. Era completamente insonne. Quella sera mi aveva chiamato per aiutarlo a prendere sonno visto che, a forza di non dormire, stava impazzendo. Io gli ho somministrato un sonnifero leggero. Non può essere morto per quella sostanza.

"Lo stesso farmaco di Prince"

Conrad Murray rivela che l'arresto cardiaco gli è stato provocato dallo stesso farmaco che ha ucciso Prince, ma che tutta la verità non è venuta fuori al processo.

In realtà Michael era dipendente da un forte antidolorifico che gli prescriveva di nascosto un altro medico. Ha avuto un arresto cardiaco procurato da questo farmaco, lo stesso che ha ucciso Prince. Ma tutto questo al processo non è venuto fuori, perché era più facile incastrare me, il suo medico.

Una condanna servita alla famiglia Jackson e ai potenti interessi delle aziende alle spalle solo al fine di poter chiedere un risarcimento milionario, questo quanto dichiarato da Conrad Murray anche nella sua autobiografia prossima alla pubblicazione

Hanno preferito incastrare me perché dal momento in cui fossi stato dichiarato colpevole la famiglia avrebbe potuto rivalersi sulla casa di produzione che mi aveva assunto e chiedere un indennizzo milionario