Pare che dopo i 33 anni si smetta (o, comunque, si rallenti) di cercare nuova musica. In questi anni la modalità di fruizione è molto cambiata ed evolve più velocemente man mano che il tempo passa e la tecnologia avanza. Prima dei '80 il vinile era il mezzo più utilizzato, poi pian piano lo spazio fu preso dalle cassette ('80) e dai cd ('90/'00) prima degli mp3, mentre oggi è lo streaming a farla da padrona, e con lui le playlist e gli algoritmi che ci aiutano a scoprire musica nuova anche se, paradossalmente, gli algoritmi che studiano i nostri gusti tendono a farci ascoltare sempre più cose che possano piacerci, portandoci in una spirale che, se non fortemente convinti, tendiamo a farci bastare, dimostrando sempre più chiusura verso sonorità altre da quelle delle nostre zone confortevoli.

Insomma, se l'adolescenza ci porta a esplorare sempre più i generi, così da formarci il gusto, più si va avanti e più tendiamo a "sederci". Scoprire musica, però, per gli amanti del genere resta forse una delle occupazioni più belle possibili. Trovare un'affinità con un artista nuovo o con un album o solo con una canzone è una scoperta che riesce a darci sempre più gioia. Ma se negli anni '70 e '80 a dividersi la costruzione del gusto erano radio, tv e riviste specializzate, oggi a questi canali se ne sono aggiunti altri, tra streaming, Youtube, applicazioni varie, anche se, come capita anche per la letteratura, uno dei modi più belli si basa sulla fiducia e sul passaparola.

Il primo suggerimento, comunque, è quello di spogliarsi da qualsiasi tipo di pregiudizio, che è il primo nemico delle novità. Se veramente si vuole cercare di andare incontro a qualcosa che vada oltre i nostri paletti è bene essere aperti a tutto – e questo vale nella musica e non solo – e poi scartare quello che non ci piace. Non avere pregiudizi non significa che debba piacerci tutto, ma setacciando nel mare magnum delle novità qualche pepita la si può sempre trovare.

Passaparola.

Il passaparola ha varie sfaccettature, c'è quello a voce, quindi quello delle persone che conosciamo e di cui ci fidiamo oppure c'è quello social, che non per forza si basa sulla conoscenza diretta della persona da cui arriva un consiglio. I social, ovviamente, aiutano in questo, grazie alla fiducia che diamo alle persone che seguiamo o di cui siamo "amiche": Facebook, Twitter, ma anche Instagram, Tumblr, Snapchat. Insomma, esiste un passaparola "attivo" (quello di chi consiglia qualcosa conoscendo la persona a cui si rivolge e avendo così la possibilità di sapere già cosa non piace) e quello "passivo" che non nasce in forma diretta, ma che prendiamo a spizzichi e bocconi, a seconda, talvolta, di come decide l'algoritmo social.

Piattaforme di streaming.

Spotify e Deezer sono due delle piattaforme di streaming più utilizzate in Europa con la prima che è leader nel nostro Paese. E così, tra la selezione editoriale di copertine e playlist – quindi in qualche modo suggerimenti tout court fatti indipendentemente dal gusto di chi sceglie – oppure sempre lui, l'algoritmo che studia i nostri gusti – e quindi ci dà, ad esempio, le band consigliate -, ogni settimana abbiamo la possibilità di scoprire nuova musica. In particolare, attenzione alle "nuove uscite", al Discovery Weekly ("il mixtape settimanale di musica sempre nuova e di chicche scelte solo per te") ogni lunedì o il "Release radar" dove ogni venerdì sono segnalate alcune delle nuove uscite più interessanti. Ma anche perdersi tra i consigliati non fa male.

Youtube e Vevo.

Da anni, ormai, Youtube è una certezza per quanto riguarda la fruizione musicale. Il canale, fortissimo soprattutto tra i più giovani, è uno dei canali più utilizzati per fare le proprie scoperte e compiere un proprio percorso tra brani, generi e artisti, sia grazie ai correlati che alle playlist – o spulciando tra i trend -, senza contare le novità del giorno su Vevo, anche se il rischio di ascoltare sempre ciò che potrebbe piacerci è dietro l'angolo. Ma quello di YT e Vevo è un mondo così ampio, sia per piccoli che per grandi, che il rischio è soprattutto quello di perderci molte ore al giorno. E non solo per la musica.

Riviste specializzate.

Esistono ancora le riviste specializzate? Certo che esistono e al di là del dibattito sulla bontà o meno delle recensioni, ce ne sono varie e fanno ancora discutere. Riviste cartacee e online, dai classici, come Rolling Stone a piccole grandi "bibbie" come Pitchfork, o le tantissime italiane, le riviste sono ancora in grado di dare qualche suggerimento sulla nuova musica da ascoltare, soprattutto se si prendono in considerazione anche i siti che ne aggregano i giudizi, da Metacritic ad Any Decent Music che sommano i giudizi di un campione di riviste dando idea di quello che la critica giudica il meglio e il peggio delle uscite.

Classifiche.

Sì, le famigerate classifiche, quelle di fine anno, di metà anno, del mese, della settimana, del giorno, quelle che ci spiegano quali sono gli album da ascoltare durante l'anno, prima dei 10, dei 20, dei 30, dopo i 40, quelli suddivisi per genere, quelli delle più trasmesse dalle radio e compagnia bella. Sebbene, come diciamo spesso, la maggior classifiche non siano costruite con criteri oggettivi, se incrociate bene danno sempre un'idea di quello che gira intorno in un dato momento e permettono di tenersi aggiornati o di recuperare vecchi album e artisti che non conoscevamo.

Colonne sonore.

Da sempre i film sono un mezzo per veicolare anche la musica grazie alla colonna sonora e non è un caso che i principali Premi del genere contemplino anche premi alle musiche originali e non. Oggi, poi, con lo sviluppo massivo delle serie tv e il conseguente Binge-Watching, oltre a un'attenzione sempre più maniacale per l'accompagnamento sonoro, capita anche di scoprire molta musica pur senza volerlo. Quante volte sarà capitato di utilizzare Shazam (o cercare nei forum) la canzone che accompagnava quel momento topico di una serie tv? Senza contare, poi i registi fissatissimi con le musiche, dal nostro Sorrentino a Quentin Tarantino, fino a serie tv e film che parlano proprio di musica. Insomma, siamo attorniati dalla musica, basta solo saperla trovare.

Radio e tv (+ shazam)

Last but not least, ovviamente, ci sono le radio e la tv, con la prima che in questi ultimi anni, anche grazie allo sviluppo del web, è tornata ad avere un ruolo sempre più centrale negli ascolti, permettendo a un pezzo di diventare un tormentone grazie alle heavy rotation (i passaggi continui nelle ore più calde del giorno), mentre la seconda, almeno nel nostro Paese, ha un po' dimenticato il ruolo che aveva avuto negli anni '90, con Mtv pian piano fagocitata dal web. Oggi, insomma, non restano che i talent o programmi sporadici (tipo "E poi c'è Cattelan"), oltre a canali sul digitale pensati ad hoc ma non di massa, dedicati alla condivisione della musica.

E voi? Come ascoltate e come scoprite nuova musica?