La Sicilia cantautorale sbarca a Roma con due progetti esclusivi che vedono come protagonisti Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino da una parte e Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, dall'altra e assieme a loro anche due artisti diversi tra loro, ma nei loro rispettivi campi, fortemente significativi: Chavela Vargas e Vittorio De Seta. Sarà il Festival Romaeuropa, che si sta tenendo a Roma, la cornice per i tre artisti, protagonisti in questi ultimi anni della scena musicale italiana con Cammarata assieme ai The Second Grace, Dimartino uscito nel 2015 con "Un paese ci vuole", sorta di concept album sui borghi italiani e Colapesce che ha confermato il successo del primo album "Un meraviglioso declino" con "Egomostro", uscito lo scorso anno.

Da Palermo al Messico alla scoperta di Chavela Vargas.

Dimartino e Cammarata si sono innamorati a tal punto di Chavela Vargas da creare un progetto partendo dalle sue canzoni. La Vargas è stata una delle voci più importanti dell'America Latina, costaricana "dalla rude voce della tenerezza" come disse Pedro Almodovar, la cantante si spostò giovane in Messico, che diventò la sua patria prima di conquistare il mondo con la sua voce, le sue canzoni e una storia all'epoca controcorrente. Fu amante di Frida Kahlo – e visse per un po' anche col marito Rivera – e il suo amore omosessuale fu anche il tema di alcune sue canzoni, ma "Chavela portava con sé un'aura di grazia, charme e leggenda" come disse lo scrittore Pablo Ignacio Taibo di una donna che non fu completamente accettata nel suo Paese prima del successo internazionale: "Aprii le braccia e dissi al mondo ‘Venite, parliamo' e io e il mondo parlammo ogni notte e talvolta mi respingeva" disse in un'intervista a El Pais "Ho avuto bisogno di lacrime di sangue per andare avanti".

Chavela Vargas (Getty Images)in foto: Chavela Vargas (Getty Images)

Il progetto "Un mondo raro"

È a questa donna che i due siciliani hanno dedicato "Un Mondo Raro", progetto nato da un viaggio da Palermo al Messico e costituito da un romanzo biografico e un disco (di prossima uscita entrambi) con le canzoni più conosciute della "sciamana", tradotte in italiano e registrate insieme ai suoi ex chitarristi: i Macorinos, che metteranno in scena al Monk (che è un Circolo Arci, quindi ha bisogno della tessera) giovedì 13 ottobre alle 22.

L'incontro tra Colapesce e De Seta.

Il 20 e il 21 ottobre, invece, sarà Colapesce protagonista sempre del locale romano con un progetto che, invece, viaggia sull'asse Siracusa-Palermo, ovvero quella dei paesi natii di Urciullo (Solarino, per la precisione) e il regista Vittorio De Seta a cui sarà dedicato "Isola di fuoco", pensato esclusivamente per il Festival. Un percorso in cui la forma canzone del cantautore siciliano incontra le immagini del regista, padre del documentario italiani, e in particolare quelle del film girato a Stromboli con il quale fu premiato al festival di Cannes nel 1955: "Non un live dedicato a questo grande Maestro, che con tanta perspicacia e poesia riuscì a cristallizzare tradizioni, usanze e riti del Sud Italia, ma un vero e proprio ‘concerto per visioni' (così lo definisce lo stesso Colapesce) per costruire un dialogo tra parole e immagini, documenti e musica o, forse, tra due modi differenti di narrare la Sicilia e il mondo".

Martin Scorsese (sx) e Vittorio De Seta al Tribeca Film Festival nel 2005 (Getty Images)in foto: Martin Scorsese (sx) e Vittorio De Seta al Tribeca Film Festival nel 2005 (Getty Images)