La legalità prima di tutto, sempre e oggi ancora di più, dopo il caos secondary ticketing che ha investito l'Italia nei mesi scorsi, quando il fenomeno, che è ben più antico, ha cominciato a fare capolino sulle prime pagine di tutti i giornali, arrivando anche sui siti specializzati esteri (come Billboard), in Parlamento e anche in Tribunale, dove alcune agenzie di organizzazione eventi hanno subito indagini da parte della Guardia di Finanza che si sono mosse per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Gli occhi, insomma, sono sempre più aperti, soprattutto per tutto ciò che riguarda la possibilità di inficiare i risultati di biglietti, ovviamente, ma anche di vendita e lo sa bene la FIMI, ovvero la Federazione Industria Musicale Italiana che "tutela e promuove le attività connesse all’industria discografica e fornisce le classifiche Top of The Music e le certificazioni ufficiali sul mercato italiano" e che oggi si è rivolta alla Guardia di Finanza per tutelare gli interessi propri e del pubblico, segnalando – come scritto in un comunicato stampa ufficiale – "alla Guardia di Finanza quattro servizi online che offrono, a pagamento, la possibilità di incrementare il numero di ascolti sulle piattaforme di streaming con il potenziale effetto di inquinare classifiche di vendita e certificazioni".

La FIMI è il soggetto che ogni settimana pubblica le classifiche di vendita di album, singoli, compilation e vinili e che, ovviamente, ha nella trasparenza uno degli elementi principali: "Questa iniziativa si aggiunge alle misure di sicurezza già in vigore e gestite da GfK Italia per monitorare ed escludere le anomalie rilevate nelle vendite di dischi, nel download e nello streaming. FIMI agisce con l’obiettivo di mantenere l’assoluta integrità e trasparenza del servizio Top of the Music relativo alle classifiche e alle certificazioni nazionali e come tale non esiterà a denunciare alle autorità qualsiasi ulteriore azione fraudolenta".