Sono stati tanti gli articoli dedicati a Leone di Lernia, il cantante di Trani morto ieri, dopo giorni di voci sulla sua salute a seguito di un'operazione all'addome. Erano stati i suoi amici dello Zoo a dare le prime notizie sullo stato di salute di quello che per anni è stato una delle spalle comiche del programma radiofonico di Radio 105, postando video e messaggi e sono stati loro i primi a dare la notizia della sua morte, avvenuta ieri. Dopo la scomparsa del cantante-comico, noto per le sue canzoni parodia, per quella enorme voglia di apparire che lo rese noto al pubblico sportivo, quando si piazzava alle spalle dei telecronisti di 90° Minuto, in molti hanno voluto ricordarlo, ma, ovviamente, le parole più intense sono state quelle dei suoi ex colleghi e amici che oggi tornano a ricordare Leone con un messaggio postato proprio sul sito dello Zoo e firmato staff.

Un ricordo generale, della redazione, evidentemente, che ha il tono ironico e scherzoso che era stato sempre quello del cantante, di cui hanno ricordato i tormentoni e non solo

Ciao Leo, ma che casino hai combinato? Questa volta siamo tutti incazzati neri con te. Come faremo senza i tuoi "Auz", i tuoi "Ricchiò", i tuoi "Qua qua qua"? Ci hai fatto ridere con le tue canzoni demenziali con testi improponibili e spesso senza senso, ci hai fatto piegare in due con i balbettii, gli errori mentre leggevi la tua parte in una scenetta, i tuoi "Mazzò vaffancul a chitt' e muort?!", ci hai lasciato mille ricordi di te: Zizzaniaman, parodie di film come Profondo Marrone, quel "Balbalbero" impronunciabile, il più recente "non succede nieeeent'" e "Ballerina ha fatt' un film?".

Ma ci sono anche gli aneddoti, quelli che vedevano protagonisti Mazzoli, che cercava di contenerne la presenza e le porte prese a spallate per entrare negli studi

Ci hai fatto spesso piegare in due dalle risate Leo, ma anche incazzare! Si, soprattutto Mazzoli. Quante volte in diretta cercavi di intrufolarti per riuscire a intervenire, anche per soli 5 minuti, pur di dire 4 cazzate, ma ci provavi, ci provavi sempre e Pippo costretto a chiuderti la porta pur di non farti entrare. Ridevamo, ridevamo tutti mentre tentavi di buttare giu quella porta, con la forza di un Leone, quella forza che in tutti questi anni hai portato dentro, fino all'ultimo. Vorremmo ricordarti così, con la grinta di un uomo, capace di buttar giu tutte le porte davanti a se e anche se oggi non ci sei più, lasceremo per sempre quella porta aperta. Ciao Leo, siamo incazzati, ma ti vogliamo un bene immenso.