La sincerità di Arisa [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Arisa parla ai microfoni di Fanpage della storia finita con Giuseppe Anastasi, del nuovo album Amami e della metamorfosi che l'ha portata ad avere una nuova coscienza di se.

Cantante, scrittrice, attrice e pittrice. Tutto questo è Arisa. Si è classificata seconda al Festival di Sanremo con il brano “La Notte”, sorprendendo tutti con il suo nuovo look e una metamorfosi sempre più evidente. La nuova Arisa è più matura e consapevole. Il suo album, in cui ripercorre le tappe della storia d’amore con Giuseppe Anastasi, sta riscuotendo grande successo. La maggior parte dei testi sono stati scritti dall’ex fidanzato, ma tra le 11 tracce che compongono l’album, due brani la vedono nelle vesti di cantautrice: Amami e Missiva d’Amore. “Con quei brani ho voluto dare il mio punto di vista su quello che era successo, volevo scrivere anch’io qualcosa sul nostro grande amore finito”.

Sulla sua storia con Giuseppe ci confida: “Ora ci si ama in un altro modo, ci si stima come professionisti, ci si vuole bene come due persone che non stanno più insieme. Ora lui ha un’altra”. Nel corso della lunga intervista rilasciata a Fanpage, Arisa ha parlato anche del suo libro: “Il paradiso non è un granché” (Mondadori), liberamente ispirato alla sua vicenda di vita e dove la protagonista Marisa abbandona un Sud superstizioso e che a suon di ricatti morali, infligge sensi di colpa, per inseguire il suo sogno fatto di note. Quando però raggiunge l’obiettivo si rende conto di non essere felice. Scrivere questo libro si è rivelato terapeutico per Arisa, aiutandola ad esorcizzare alcuni limiti, anche se lei ci scherza su: “Ancora non ci sono riuscita completamente, ci vorrebbe una collana, come la Treccani”.

La nostra chiacchierata è stata anche un’occasione per approfondire il suo punto di vista sulle delicate tematiche GLBT (Gay Lesbian Bisexual Transgender) in Italia. Arisa infatti è reduce dal GLBT Film Festival di Torino, dove è stata ospite d’onore della serata d’apertura. Secondo la cantante, l’Italia sta vivendo un momento di riabilitazione e trasformazione delle coscienze: “Un Festival come quello di Torino può sfatare il terrore del diverso. La presenza del Vaticano in Italia, ha portato le persone ad avere paura di accettare le novità, ciò che non sono dettami biblici”. La Chiesa, spiega Arisa, è un’istituzione creata dagli uomini. Spesso può essere limitante o denigrante nei confronti degli omosessuali. Prima di lasciarci ci ha svelato cosa l’ha ferita dello scherzo organizzato da Pio e Amedeo della trasmissione “Le Iene” e la sua grande passione per la pittura. Si diletta a raffigurare finestre e sogna di allestire una mostra tutta sua. E noi siamo curiosi di ammirare anche questo aspetto della sua arte.