La storia di Lorenzo Rossi Sturani, figlio di Vasco Rossi è ormai nota a tutti quelli che sono interessati, oltre che alla musica, anche alla vita privata del rocker di Zocca, che ieri sera ha portato 220 mila persone al Parco Enzo Ferrari di Modena per il Modena Park, appunto, il concerto evento, l'unico live che terrà in questo 2017. Figlio della famosa "Gabri", Lorenzo incontrò per la prima volta il padre nel 2013, grazie a Guido Elmi e da quel momento i rapporti si sono via via normalizzati, come spiegò anche in un'intervista a Leggo in cui ricordò: "Come prima cosa, gli chiesi il test del Dna che è obbligatorio per legge. Lui non voleva farlo perché era sicuro di essere mio padre. Da quel giorno mi ha preso sotto la sua ala protettiva e abbiamo iniziato da zero il nostro rapporto padre-figlio".

Al lavoro per Modena Park.

In seguito Lorenzo ha lavorato nella radio da dove partì la carriera del padre, ovvero Punto Radio, prima di trovarsi in Best Union, l'azienda bolognese diventata nel tempo uno dei principali operatori italiani per quanto riguarda la produzione e la commercializzazione di sistemi di biglietteria elettronica e nella gestione degli eventi, che da meno di un anno, dopo che Vasco ha lasciato Live Nation a causa dei problemi di secondary ticketing, ha gestito l'organizzazione del Modena Park. Nell'azienda, ha spiegato il ragazzo al Corriere della Sera, c'è entrato prima che l'accordo col padre prendesse forma ("non c’entro nulla con la scelta di Best Union come organizzatrice") e ieri era a Modena prima di tutto come fan del padre, di cui segue i concerti da 14 anni, sempre nelle prime file: "Quando parte la musica io sono solo uno dei 200 mila fan e lui è nient’altro che Vasco, il grande rocker. Poi, spenti i riflettori, tornerà a essere mio papà".

Il Vasco artista e il Vasco padre.

Sì, perché per lui Vasco ha una doppia valenza: "Ho imparato a scindere le due cose – continua al Corriere -: esiste il Vasco artista che mi godo come ogni spettatore perché è sempre un’emozione. Lui quando sale sul palco è carico come una molla e mi conquista sempre. E poi c’è il Vasco padre che, una volta finito il concerto, si fa affettuoso. Soprattutto adesso che gli ho dato una nipotina".

"Tutte le cose belle finiscono"

Oggi, poi, con una diretta Facebook, Lorenzo ha voluto salutare la sua Modena Park: "Tutte le cose belle prima o poi hanno una fine, anche Modena Park ha una sua fine, che è questa, ovvero il mega palco da 160 metri smontato, i container smontati, ma nonostante lo smontaggio, Modena Park resterà sempre e comunque nei libri della storia mondiale della musica rock. È stato veramente magnifico: personalmente è stata un'esperienza indimenticabile, ho lavorato per Modena Park, ho sofferto per Modena Park, ho tribolato per Modena Park, ho pianto per Modena Park, che oggi salutiamo, ma che ritroveremo per sempre nel nostro cuore".