Amanda Lear rimane un personaggio unico, capace di calarsi con disinvoltura nelle più varie dimensioni.

In quella di cantante ci propone un nuovo disco (uscito da qualche mese) capace di soddisfare i suoi tanti fan ma allo stesso tempo di incuriosire tutti gli altri. "Brief encounters" arrangiato da Nerio Poggi e pubblicato sotto forma di doppio Cd, include una raccolta di cover di celebri brani internazionali. Le canzoni sono suddivise su due CD intitolati “for the heart” e “for the feet”, quest’ultimo destinato agli amanti del dancefloor. Più interessanti sono le canzoni “destinate al cuore”, in cui la sempre discussa Amanda ci propone canzoni inedite (Someone eles’s eyes e l’autobiografica “Je m’appelle Amanda) oltre ad una serie di cover con spiccata personalità. E’ il caso di “Back to black” di Amy Winehouse o di “I belong to you di Lenny Kravitz.

 Amanda, pur non essendo tecnicamente una cantante, ha alle spalle parecchie esperienze musicali di un certo valore. I suoi album ‘disco' del periodo 1976-1983 sono interessanti e da riscoprire, come uno dei migliori esempi di Eurodisco. Del resto Amanda ha avuto padrini musicali di gran nome: da David Bowie , che la spinse a debuttare come cantante, a Bryan Ferry , che la volle sulla copertina di “For your pleasure”, secondo album dei Roxy Music .

"Brief encounters" ci regala una Amanda Lear camaleontica e comunque sempre affascinante.

Paola Dello Iacono