in foto: Romina Power e Al Bano (LaPresse)

Mancano pochi giorni al ritorno sulle scene di Al Bano e Romina, che il 28 luglio daranno il la ai tre appuntamenti che li vedranno calcare il palco assieme, questa estate. Si parte il 28 luglio, appunto, dalla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per proseguire il 6 agosto al Forte Village a Santa Margherita di Pula (Cagliari) e l’8 agosto all’Arena della Regina di Cattolica (Rimini). Ieri la cantante, in un'intervista al Corriere ha parlato della sua vita, dalle questioni private fino al rapporto con l'ex marito Al Bano con cui è tornata a far coppia artistica da qualche anno, spiegando che smetterà di cantare quando lo farà lui. Ieri è stata anche la volta di Al Bano che in un'intervista speculare al Messaggero ha parlato della sua vita, dalla Puglia ai lavori a Milano con cui si manteneva lottando col razzismo, fino, ovviamente, al Clan Celentano e al successo, non dimenticandosi di affrontare il lato "politico".

L'incontro col Clan Celentano.

I primi ricordi musicali sono quelli di quando durante l'ora di chimica la professoressa gli controllava il quaderno scoprendo la sua di chimica, ovvero le canzoni, poi la prima chitarra, acquistata per corrispondenza "vendendo i miei disegni ai ragazzi che non sapevano tenere una matita in mano", ma fu il Clan Celentano a dargli la possibilità che gli avrebbe cambiato la vita

Di mattina assemblavo Mini Minor e di sera suonavo. Ero stato ingaggiato dal Clan di Celentano. Guadagnavo 65.000 lire al mese e 50.000 le spedivo a casa. Quando raggiunsi il mio primo grande successo con “Nel sole”, dopo sei anni di dura gavetta milanese, mandai l’assegno di 8 milioni di lire in Puglia. Così, senza neanche cambiarlo.

La cassa integrazione e Pino Massara.

Poi la cassa integrazione alla Innocenti gli diede più tempo per dedicarsi alla musica, fino all'incontro con Pino Massara che gli fece fare il primo provino col Clan, il primo a fargli incidere un album, poi l'abbandono e la firma con la EMI

[Fu] il primo a suggerirmi, dopo un paio di anni di teatrini e serate con il gruppo di Adriano, di cambiare aria: ‘Devi andare via perché qui per te non ci sono prospettive'. Mi propose un triennale con la Emi. Accettai, ma a me l’ambiente del Clan, dove la futura moglie di Battisti faceva la segretaria, piaceva. Arrivavo dalla fabbrica e nel ’64 il Clan mi sembrava la casa dei sogni, il paradiso".

"Nel sole" e i musicarelli.

"Nel sole", nel 1967, fu il punto di non ritorno

Vendette quasi un milione e mezzo di copie. Il brano era una sintesi di due canzoni che avevo scritto e Massara, in una delle sue tante intuizioni geniali, seppe guidarmi con sapienza alla sintesi. Arrivarono i musicarelli. Ne feci 7, tutti più o meno inguardabili. Sapevo che rappresentavano lo sfruttamento di “Nel sole” e che essendo ben pagati avrebbero aiutato ulteriormente la famiglia. Mi stava bene così. L’ultimo della serie, “Angeli senza paradiso” di Fizzarotti sulla vita di Franz Schubert non era neanche male e io stavo diventando pure bravino, ma a quel punto la vena di quel genere si andava esaurendo e in fondo non far parte del cinema non è mai stato un vero rimpianto.

Luci e ombre con Romina.

Non si poteva non parlare di Romina Power con cui ha attraversato periodi ottimi e altri neri, accompagnati sempre dall'astio della stampa che lo dipingeva come colui che costringeva la principessa americana nella gabbia pugliese

Abbiamo avuto il periodo della grande solarità e poi quello della tempesta. Adesso è risorto il sole. Siamo coscienti di avere dei figli insieme. Lei aveva smesso di cantare, ora ha ripreso e si diverte. Credo anche abbia capito che non ero quello che dipingevano all’esterno.