Il chitarrista americano John Abercrombie è morto martedì scorso, a 72 anni, a New York come confermato dalla sua pagina Facebook, dopo che la notizia era uscita su alcuni giornali. Il musicista, figura importante nel panorama jazz-rock mondiale, considerato da alcuni una vera e propria leggenda, è scomparso attorniato dalla propria famiglia a causa di alcuni problemi respiratori, dopo una lunga malattia: "È con profondo dispiacere – si legge nella nota pubblicata sul social del chitarrista – che la sua famiglia conferma la morte del leggendario chitarrista jazz John Abercrombie avvenuta nel pomeriggio a Cortlandt Manor, nello Stato di new York, il 22 agosto. La famiglia apprezza gli attestati d'amore e il vostro supporto e chiede che sia rispettata la propria privacy e il lutto di questo momento complicato.

Nato nel 1944, Abercrombie imparò a suonare la chitarra intorno ai 14 anni, prima di studiare al Berklee College of Music di Boston, una delle principali università private di musica al mondo. Il suo primo album risale al 1974, mentre l'ultimo "Up and Coming" è uscito proprio nel 2017, per una carriera durata un quarantennio, nel quale il chitarrista si è costruito una reputazione mondiale sia come solista che come turnista al fianco di musicisti che hanno fatto la storia, tra cui Billy Cobham e Jack DeJohnette che ha detto a NPR: "John poteva andare ovunque – ritmicamente, melodicamente e armonicamente – in un batter d'occhio. Aveva un suono caldo e suonava sempre con sensibilità e dinamismo". Fu ispirato da figure come quelle di Wes Montgomery e Jim Hall Abercrombie, ma anche da non chitarristi come Miles Davis e Bill Evans e riuscì a crearsi uno spazio importante all'interno del jazz-rock di cui fu un pioniere per necessità, come scrive sempre la radio pubblica americana.